V7 Sport: Verniciatura e note

850Lemans, 1000SP, V7Sport,850T4, California 1100ie
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Nello
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V7 Sport: Verniciatura e note

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Fonte la rubrica AG del Mitico Vanni

Capita ogni tanto che si usassero tinte RAL.
Il nero lucido è il solito Guzzi 532 corrispondente a RAL 9005 mentre il verde ( Guzzi 264 ) è RAL 6016.
Le strisce verdi vanno poi filettate con un filetto bianco e gli altri neri.

Originariamente il telaio della 750 S è verniciato a smalto liquido con cottura a 120°C.
Solo da qualche anno in Guzzi verniciano a polveri. Oggi le differenze estetiche sono minime, c'è qualche gloss in meno sulla povere, ovvero la polvere è un filo meno lucida. Però la polvere forma un film molto più spesso, è più dura e più tenace, penetra bene anche nei sottosquadra e forma un film più uniforme.
Bisogna però proteggere molto bene i filetti e le zone che non devono essere verniciate perchè rimuovere la vernice laddove non ci vuole è molto più laborioso.
Oltre al telaio i pezzi da verniciare in nero lucido sono i seguenti:
1 ) Piastra porta accumulatore
2 ) bracci culla
3 ) tirante ancoraggio freno
4 ) forcellone oscillante
5 ) blocchetti porta comandi

in nero opaco:

1 ) cavalletto centrale
2 ) testa e base forcella
3 )orecchie portafaro
4 ) cruscotto portastrumenti
5 ) portaspie
6 ) cavalletto laterale
7 )piastra per cavalletto laterale
8 ) pedane appoggiapiedi

i dischi freno sono verniciati in nero opaco per alte temperature come pure i silenziatori.
Però mentre i dischi erano verniciati in azienda con un nero molto opaco, i silenziatori erano verniciati dal fornitore con un nero più lucido.
Per delimitare le strisce colorate esistevano in azienda delle dime in ferro che venivano poggiate sui pezzi per la tracciature, l'unico sistema per poterlo fare in carrozzeria è quello di copiare un serbatoio e le cassette conservati.

A quell'epoca sulle tinte pastello non si usava trasparente.
Il filetto bianco sembra più largo ma in realtà è un effetto ottico, anche se in qualche caso poteva accadere che i filetti potevano essere eseguiti da 2 mani diverse.
Il filetto nero aveva esclusivamente funzione di raddrizare il profilo un po screpolato lasciato dal nastro da carrozeria.
Tutte le decalco erano quindi nude, non coperte da trasparente.
Molti restauratori preferiscono finire la moto come s'usa oggi, col trasparente. Io non son molto d'accordo però in questo caso val la pena di coprire tutto.
Mo ti insegno una cosetta:
Per capire se sulla tinta originale c'era o meno il trasparente, in una zona nascosta si carteggia un pezzettino con della carta fine.
Se la carta rimane sporca del colore ,in questo caso nera, vuol dire che non c'è trasparente, se invece rimane sporca di biancastro, vuol dire che il trasparente c'è.

Il nero è un colore RAL,per l'esattezza RAL 9005. Per il rosso si usava il rosso Guzzi, alla nitro per avere meno spessore possibile.
Il rosso Guzzi non è RAL.
Le ultime forniture all'Azienda erano da parte di AKZO col codice 4D 23436.

Puoi provare a chiedere anche in Max mayer, devi chiedere il rosso guzzi vecchio, per distinguerlo da quello della LM più tendente all'arancio e da quello dell'Imola, più chiaro ancora.
la vernice rossa per il 750S l'ho trovata della Lechler (il codice Lechler è il 9-B se dovesse servire a qualcun altro).

la tua V7 sport dovrebbe essere la 11323-11111= 212 esima prodotta.
Quelle interamente montate al reparto esperienze furono 150,quindi la tua fu la sessantaduesima prodotta col telaio nero,sulla linea di produzione.Molto probabilmente furono verniciati alcuni forcelloni rossi in più del necessario, poi, una volta spedite le 150 che avevano il telaio rosso, una bella carteggiatina e il forcellone venne riverniciato in nero.
Dato che la tua venne montata il secondo o al massimo il terzo giorno di produzione, accolse tranquillamente quel forcellone.
Tieni presente che il telaio al cromomolibdeno fu impiegato per tutta la produzione delle v7 sport e si esaurirono le scorte durante la produzione della S.
Le primissime v7sport erano comunque seguite e curate esattamente come quelle montate allo sperimentale, poi via via cominciarono le piccole economie, sostituendo la lucidature dell’albero motore e delle bielle con una semplice smerigliatura e riducendo la accordatura dei condotti di aspirazione.Se il tuo motore è quello originale, dovrebbe presentare l’albero motore lucidato a specchio, sembra cromato!
Ho comunque già affrontato in altro post la storiografia della tua moto.

Il verde Legnano, così chiamato perché sulle prime latte di vernice acquistate in Guzzi c’era appunto così scritto, fu usato in Guzzi dapprima per la V7 sport, poi a distanza di quasi 30 anni, sulla V11 Sport.
Quando nacque la V7 sport, si pensò di replicare il colore delle moto da Gran Premio degli anni 50,il famoso “ verde ramarro “ che era ottenuto applicando un aggrappante ,il wash primer,direttamente alle strutture in elektron lucido.Questo allo scopo di proteggere le parti di carrozzeria dalla salsedine, in particolare durante le traversate per raggiungere l’isola di Man.
Prima di allora si usava partecipare elle corse alla moda dei tedeschi, con la lamiere grezze.
I pezzi non venivano coperti con altre tinte sopra il primer, per risparmiare sul peso.
Per la produzione della V7 sport, si era dapprima pensato di usare il verde delle Opel Kadett,però il risultato fu particolarmente triste.
Il rappresentante della Svi Standard, visti i provini di tinta applicata sull’elektron, si rese conto e propose la già esistente colorazione, pressoché identica , da loro già fornita appunto alla Legnano,
famosa fabbrica di biciclette.

La tinta verde Legnano è oggi codificata come Lechler / Guzzi 263, e si compone di una base argento 3642 e di una lacca verde trasparente 0980119.
In pratica , bisogna prima verniciare in argento i pezzi,( scimmiottando così l’elektron lucido ).
Poi , una volta essiccati, si applica la lacca trasparente verde.
L’operazione va eseguita da un bravo verniciatore, oltre al riempimento va curato il costante spessore del film , per non avere chiazze. Pure l’argento non deve presentare difetti visivi che si scorgerebbero in trasparenza.

La tinta è praticamente la stessa, però la composizione delle vernici è completamente divera, per la V7 sport si usavano vernici con cottura a 140°C sintetiche mentre per la V11 si sono usati prodotti acrilici catalizzati.Inoltre sulla V11 veniva applicato uno strato di trasparente incolore a finire.
L'aspetto della tinta è dato dalla sovrapposizione di un trasparente colorato a un grigio metallizzato chiaro,il risutato finale può variare in funzione delle mani di trasparente verde o del
punto tinta del metallizzato sottostante.Prova a guardare 2 moto originali messe appresso perchè le foto non rendono bene.
Il rosso della V7 sport era il solito Guzzi 105 della codifica Guzzi/ASI/Lechler, moto 9B nella mazzetta dei colori dei tintometri Lechler.Il telaio dalla V11 erano eseguiti con procedimento a polveri.

Mentre il 750 S era preticamente la v7 sport con 2 freni a disco anteriori e la sella un po' diversa, la s3 aveva molti particolari inediti.
Montava i manubri non più regolabili in altezza, non aveva più le cassette portaattrezzi ma i copriaccumulatori come la T3, il fanalino posteriore diverso,i coperchi testa di tipo più moderno, i comandi al manubrio a braccialetto invece delle scatolette metalliche della s e sport.
Diversa la plancia non più in alluminio ma in plastica e molte altre diversità.
Il cupolino in plexiglass l'ho visto una volta sola, era una rarità ai tempi, figurarsi adesso!Era stato montato anche sulla S3 in fiera, ma mi ricordo che c'erano anche cupolini come quello della Le Mans ( resina + plexiglass ).
La sostituzione del tipo di acciaio era stata pretesa da De Tomaso mentre era in produzione la Sport.La nota a disegno porta la data
12/02/73.
Il fornitore dei telai era la ditta Beretta di Lecco, ( la stessa che produce caldaie ) e aveva a magazzino una certa scorta di acciaio
25 Cr Mo 4 UNI 5332 e prima di passare all'acciaio AQ 45 normalizzato esaurì le scorte.
So per certo che buona parte delle S fu in materiale cr/mo,poi suppongo si proseguisse con parti miste fino all'esaurimento.
La S è stata prodotta dal novembre 73 in 1204 esemplari ( dal VK1 11111 al VK1 12315 mentre la S3 he accusava la concorrenza dalla Le Mans nasce con la Le Mans a novembre del 75 e viene prodotta in 999 esemplari, da VK2 15000 a VK2 15998.
Ti segnalo che su Motociclismo d'Epoca N° 4 del mese di aprile 2006 c'è un servizio molto ben fatto sulle 2 moto da pag 45 a pag. 59.

Ho cercato di analizzare i dati in mio possesso ma non ti posso fornire una risposta sicurissima.
I dati in mio possesso consistono in un catalogo ricambi prima edizione dell'ottobre 1972 che descrive la versione con freno comandato a cavo, inoltre ho i miei dati ricavati a suo tempo dalle tabelle di finitura.
Le foto pubblicate sul catalogo sono queste:
http://it.pg.photos.yahoo.com/ph/vbette ... pg&.src=ph
e il codice decalco dx è 14916201 .
Sulla tabella di finitura delle prime 150 macchine era riportato il codice 14916200, riportate anche sulla prima stesura della tabella inerente la versione dopo le prime 150.
C'è da dire che le tabelle di finitura delle 2 versioni furono compilate contemporaneamente, il giorno 11 febbraio 1972, per cui c'era un lasso di tempo corrispondente al tempo occorrente per allestire le 150 macchine per eventualmente di modificare il tipo di decalco.
L'ultima versione delle tabelle riporta il codice 14916202, che è la grafica comprendente il marchio in rilievo.
Cambia invece tra le 150 macchine e le successive, la decalco sulle cassette, dapprima 14917801 diviene poi 14917802 e la differenza se ben ricordo era nell'assenza dell'aquiletta sulle prime 150 moto.
Poichè suppongo tu voglia un domani omologare ASI o FMI la tua moto e che quindi la debba sottoporre al giudizio di un commissario, è bene che interpelli con questi quesiti il commissario in oggetto, per non incorrere in noiose e inutili discussioni a moto finita.

Il verde Legnano, così chiamato perché sulle prime latte di vernice acquistate in Guzzi c’era appunto così scritto, fu usato in Guzzi dapprima per la V7 sport, poi a distanza di quasi 30 anni, sulla V11 Sport.
Quando nacque la V7 sport, si pensò di replicare il colore delle moto da Gran Premio degli anni 50,il famoso “ verde ramarro “ che era ottenuto applicando un aggrappante ,il wash primer,direttamente alle strutture in elektron lucido.Questo allo scopo di proteggere le parti di carrozzeria dalla salsedine, in particolare durante le traversate per raggiungere l’isola di Man.
Prima di allora si usava partecipare elle corse alla moda dei tedeschi, con la lamiere grezze.
I pezzi non venivano coperti con altre tinte sopra il primer, per risparmiare sul peso.
Per la produzione della V7 sport, si era dapprima pensato di usare il verde delle Opel Kadett,però il risultato fu particolarmente triste.
Il rappresentante della Svi Standard, visti i provini di tinta applicata sull’elektron, si rese conto e propose la già esistente colorazione, pressoché identica , da loro già fornita appunto alla Legnano,
famosa fabbrica di biciclette.

La tinta verde Legnano è oggi codificata come Lechler / Guzzi 263, e si compone di una base argento 3642 e di una lacca verde trasparente 0980119.
In pratica , bisogna prima verniciare in argento i pezzi,( scimmiottando così l’elektron lucido ).
Poi , una volta essiccati, si applica la lacca trasparente verde.
L’operazione va eseguita da un bravo verniciatore, oltre al riempimento va curato il costante spessore del film , per non avere chiazze. Pure l’argento non deve presentare difetti visivi che si scorgerebbero in trasparenza.
la base è argento metallizzato e la lacca trasparente verde non lo è.Si tratta di una verniciatura cosiddetta " a effetto ", che ripropone l'effetto delle caranelle incartate in carta stagnola e ricoperte con un involucro trasparente colorato, un po come i boeri, che in trasparenza si vede il color del metallo però della tinta dell'involucro.
Nello
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Re: V7 Sport: Verniciatura e note

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sul numero 5 del bollettino del v7club (http://www.motoguzzi-v7club.it/documenti/bol05.pdf), dove sono riportati gli abbinamenti dei colori originali per la famiglia v7, per l'Ambassador del 1970 per il mercato estero si parla di un 'rosso ciliegia'. Dal nome l'ho subito accostato mentalmente ad una tonalità che ho visto su diversi modelli di v7, e che mi è sempre piaciuta.
Oggi sono stato da un rivenditore Lechler di Pomezia (RM), e non abbiamo trovato nessun riferimento a questo colore: c'era rosso carminio, rosso fuoco, rosso rubino, ecc...
Può dirmi se è mai esistita una versione con questo colore, e nel caso con che codice posso trovarlo ?

Purtroppo si è persa traccia di questa tinta.
Ricordo che era prodotta dalla Svi Standard, che era una cosiddetta "Tinta a effetto ", nel senso che come per il verde legnano, bisognava prima dare una mano di metallizzato chiaro e poi il rosso, che era una lacca trasparente.
La dizione "rosso ciliegia " che trovi in quel sito, è una dizione affibbiata a quella tinta dall'attuale fornitore di Stucchi, il quale ha senz'altro riformulata la tinta.
Nello
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